Conversazioni a mezz’aria

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– “Ciao amico mio. E’ da un bel po’ che non parliamo io e te, eh?”

– “Hai ragione, non mi faccio vivo da un po’. Scusami se sono arrivato così di fretta. Avevo bisogno di parlarti.”

– “Accomodati e dimmi tutto. Sono sempre stato qui per questo no? Di che si tratta?”

– “Sempre lo stesso. Di lei. Ti ricordi? Te ne ho parlato spesso.”

– “Già, così tante volte che quasi mi sembra di averla conosciuta al posto tuo. Come sta andando?”

– “Le cose vanno bene. E’ da qualche mese che ci frequentiamo e mi rende felice. Hai presente quello stupido sorrisino che ti sorge sul viso all’improvviso? Quel sorriso sincero che ricerchiamo per tutta la vita? Ecco io ho smesso di cercare, l’ho trovato. E’ lei è riuscita a farlo nascere con il più semplice dei gesti e per di più nel momento più inaspettato.”

– “Nessuno credeva che la notte o la pioggia potessero avere fine. Finché non è spuntato il sole a ricordarci che ogni disgrazia porta con sé un beneficio. Anche la pioggia torrenziale dà nuova vita all’albero. Il segreto è avere radici abbastanza forti per sopravvivere agli scossoni. Lei ha fatto lo stesso con te. ”

– “Non mi chiedi quale sia il gesto?”

– “Hai talmente tanta voglia di dirmelo che chiedertelo sarebbe superfluo.”

– “Si è girata all’improvviso. Senza dire una parola e mi ha guardato fisso negli occhi. O per meglio dire mi ha permesso di guardare in fondo ai suoi. Ed è proprio lì che ho visto la speranza; la stupida speranza che il mondo potesse essere migliore perché lo condividevamo. Non potevo nasconderle il mio sorriso.”

– “Dicono che non siano né i saggi, né i profeti a conoscere le verità del mondo. Ma soltanto gli innamorati. Eppure se sei venuto da me qualcosa ti deve turbare. Non vieni mai da me quando va tutto bene. Lo sai meglio di me.”

–  “Hai ragione. Forse è semplicemente il fatto che dentro ho paura. E di cosa non lo so bene. Ho paura di perderla. O di un tradimento. O che le cose non possano andare bene. Sai quante variabili possono alterare il rapporto tra due persone? Come posso fare a calmarmi?”

– “Sbagli tutto. Pensi che siano davvero queste le cose peggiori che possano accadere? Solo una è la sfortuna che può capitare ad un uomo.”

– “E cosa c’è peggio di perdere una persona?”

– “Svegliarsi.”

–  “Svegliarsi? Che vuol dire?”

– “Ora ti spiego. Ogni qualvolta una persona percorre qualche metro del nostro cammino al nostro fianco, mano nella mano, cadiamo in una specie di sonno onirico. E’ come un sogno: vedi oltre quella che è la semplice realtà. Lei è perfetta, perché hai affrontato e vinto la sfida più difficile: hai amato ogni suo singolo difetto. Li hai trasformati in energia vitale, lei ti rende vivo. Non vorresti mai svegliarti. Ecco, è proprio quella la più grande sfortuna di un uomo. Svegliarsi all’improvviso e capire che la persona che ha davanti è esattamente come tutte le altre, che quei suoi difetti sono qualcosa da nascondere, piuttosto che particolari da valorizzare. Non ti preoccupare di tutto quello che può succedere. E pensa semplicemente a vivere e a sognare. Perché l’uomo ha bisogno di sognare per vivere. Io ti auguro di non svegliarti mai. Anzi ti auguro di vivere esattamente come cammini.”

– “Continuo a non capire la tua ultima frase.”

– “Di poter compiere un miracolo ogni giorno senza sapere come lo stai facendo. E’ così che camminiamo. Senza sapere come accade, compiamo un gesto straordinario. Impara a vivere così. E se mai dovessi svegliarti, avrai sempre quel periodo di straniamento, il dormiveglia. E come l’uomo in dormiveglia ti sembrerà che tutti sia fuori controllo, disordinato, il caos. Non ti preoccupare. La notte tornerà e con lei la tua capacità di sognare.”

– “Grazie amico mio. Certe lezioni sono preziose. Ci proverò. E forse tornerò da te con una speranza nuova. Ma ti troverò in questo posto quando quel momento arriverà?”

– “Certo che mi troverai. Non mi hai mai perso, semplicemente non sapevi come trovarmi. Sono sempre dentro di te, in quella piccola remota parte della tua coscienza in cui cerchi rifugio quando fuori infuria la tempesta. Se vuoi consiglio, torna pure qui.”

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