Tra pazzi, palazzi e banchine. Le vie nascoste di Milano.

Non è stato facile condensare una città come Milano in poche parole. Non è stato semplice riuscire a descrivere le impressioni di una città tanto diversa nelle sue mille sfaccettature. Milano è come un caleidoscopio, basta saper guardare dalla giusta prospettiva e sei colpito da un’esplosione di colori che non ti saresti mai aspettato.

Per trovare la vera anima della città, lascia il centro. Certo, la prima volta che esci dalla metro di notte il Duomo illuminato ti toglie il fiato, accende speranza di redenzione in una zona in cui le persone passano e sembrano non aver altro a cui pensare oltre ai propri interessi. Il vero cuore caldo di Milano è un altro. Devi scavare per trovare la perla oltre la corazza. Milano è come tutte le persone introverse….inizia a camminare ragazzo. 5034216235_ac96b44944

E avventurati verso Brera. Fatti inebriare dagli odori delle tante trattorie che circondano le strade strette, impara a guardare la realtà da una prospettiva diversa, come fanno i tanti artisti in zona. Sai le prime volte che li ho sentiti parlare tra loro e muoversi ciondolanti per le viuzze, mi sembravano tutti pazzi, creature venute da una dimensione parallela che non sembravano vedere le stesse cose che vediamo noi. Ma gli artisti in realtà sono bambini – bambini felici – perché riescono a scremare il grigio attorno grazie alla loro creatività. Lontani dalla logica dei mi piace e dagli aggiornamenti di stato, hanno imparato a vivere la vita una pennellata alla volta e mi hanno insegnato che i lavori migliori sono quelli che nascono con lentezza, dove ogni nuovo tentativo è un passo verso il proprio sogno. “D’altronde tutta la perfezione di un paesaggio verde ha impiegato anni per divenire come la vedi ora, no?” mi dice una signora vestita di scuro. E’ proprio difficile saper creare del bello dove non ce n’è, onore a voi miei eterni bambini, insegnate agli adulti a vivere senza impegni.

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La musica fluisce nelle orecchie, è un beat lento e sinuoso. Mentre le note cullano le orecchie penso che questo mondo mi piace davvero. Che mi piace perdermi tra mercatini in cui ogni oggetto è un piccolo ricordo di una realtà che non esiste più, milioni di storie incise nella superficie di alluminio di un giocattolo, nelle note di un vecchio vinile, milioni di emozioni che cerchiamo di non lasciare andare. E’ proprio vero, nei nostri oggetti lasciamo una parte di noi: ricordi, emozioni, tensioni, esattamente come una musica le cui note iniziali ci trasportano in un posto e in un luogo preciso. Forse ritorniamo al luogo l’abbiamo ascoltata per la prima volta  o forse appartiene ad un momento in cui quelle note ha fatto forza, chi lo sa.

Continuo il mio viaggio, non si scopre mai abbastanza di un posto se non si calca la strada con i propri piedi. “Consuma le suole” è il primo monito per ogni giornalista che si rispetti. Ogni centimetro di suola in meno è un foglio di esperienza in più, fitto di racconti che narrerai ai tuoi figli.

E così arrivo sui Navigli. Non si riesce ad apprezzarli se non quando inizia a piovere leggermente.naviglio-milano E’ inutile Milano è più bella quando piove, mentre ti giri verso questi corsi immobili che riflettono i palazzi circostanti. Woodkid nelle cuffie sta raccontando quanto la bellezza dei moli di Brooklyn in quei giorni primaverili, in cui il vento che sferza i capelli ti racconta di giorni migliori che arriveranno e ti strappa un sorriso istantaneo. “Life is easier when we can join our hand, your face is a face stuck in my head”. Già, si può amare in tanti modi: l’amore per una donna, l’amore per una città, talvolta anche l’amore per una sensazione è ciò che rende la vita migliore.

Verrebbe quasi da sedersi sulla banchina laterale. Sicuramente passerebbe qualcuno e si chiederebbe che cosa stia facendo quel ragazzo seduto con l’ombrello. Cosa starà guardando?. “Lasciali stare – penserei -, sono tornato bambino e guardo solo al meglio. Si sta proprio bene qui, la musica cresce, le note si diffondono nell’aria e salgono al cielo. Avevate proprio ragione, voi, pazzi di Brera.

Ho iniziato a parlare di una città e ne ho trovato un’anima che non tutti possono vedere. Mi sa proprio che “Impressioni quotidiane” non potrà mai essere una guida turistica tipo Lonely Planet…e forse è meglio così.

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2 pensieri su “Tra pazzi, palazzi e banchine. Le vie nascoste di Milano.

  1. Il racconto di una Milano lontana dall’immaginario collettivo. Mi è piaciuta molto la bella immagine dei luoghi degli artisti e delle loro atmosfere.

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