Incominciare… di nuovo

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7 di mattina.  Il cielo é ancora scuro.  Deve aver piovuto,  tutto intorno l’odore dell’ennesima nottata bagnata milanese, pochi sopravvissuti ancora in giro,  saranno gli ultimi eroi di ritorno da una notte di leoni o altri lavoratori?  Nella stessa ora per qualcuno la giornata finisce, e per altri inizia. Ancora odore di pioggia,  pungente e inebriante come tutte quelle cose nella vita troppo belle per durare. E io qui a scrivere.
Sono cambiate un bel po’ di cose ultimamente. É tutto successo così velocemente che non ho avuto tempo di realizzarlo, se non quando ho respirato un attimo,  non molto prima di questa confessione notturna.

Dicono che la scrittura sia terapeutica. Per me é sempre stato così,  quindi sputo parole come un forsennato, forse solo come i matti che girano per il deserto seguendo una sensazione che sentono dentro. O forse quest’oasi esiste davvero, chissà.
“Please don’t see me like a boy caught up in dreams and fantasy”. Nelle orecchie risuona nuovamente una canzone, la compagnia notturna é perfetta, é proprio vero che un accordo trasforma qualcosa di fermo in qualcosa di vivo.  “Qual era quel film che ne parlava?  Ah, sì: “Tutto puó cambiare”, blanda traduzione del titolo originale, Begin again.

imageIncominciare di nuovo, un’idea che spaventa,  perché non siamo abituati a cambiare,  come tutti gli animali non nomadi. O forse perché è vero che la vita ti rifà le domande dopo che ti ha già dato le risposte. Le risposte, in tutte i campi,  ero certo di averle e probabilmente sono contento di aver rimesso tutto in discussione. Davanti a me inizio a vedere l’acqua azzura di un’oasi e, poco distante, una palma. La bocca tramuta l’espressione di fatica lentamente in un sorriso. Forse é un miraggio, ma é bello vivere così, inseguendo la perfezione.

Il film ha un sottotitolo semplice, di quelli motivazionali che tanto va di moda adesso: “Sei soltanto forte quanto la tua prossima mossa”. Già, tante volte nella vita ci capita di cadere, con un insuccesso personale o sul lavoro, tante volte ci mettiamo in discussione e tante volte ci trasformiamo dentro tanto profondamente quanto rimane uguale il di fuori. Come l’uovo che lentamente trasforma il gamete in pulcino: in vita. Di fuori non lo diresti mai, ma dentro c’è una forza atomica. E ti chiedi se ti accompagnerà anche nella prossima mossa… Quanto sarò forte?

Oggi ci sarà il mio primo vero reportage.  E probabilmente mi rimetterò in discussione,  probabilmente pioverà di nuovo. E chissà, forse dopo il caldo sarà più penetrante. Questo l’ho scritto tantissime volte, perché idealmente mi piace chiudere il cerchio, nel quotidiano così come nei pezzi: “Non resta che aspettare”. E probabilmente le cose cambieranno ancora in un modo che non potrò mai immaginare,  oserei aggiungere.

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