Con le cuffie in testa

Giri per la strada e li vedi. Cuffie nelle orecchie, ti lanciano uno sguardo sfuggente, e sembrano muoversi in un’altra realtà. Sai, mi sono sempre chiesto chi sono questi passeggiatori solitari, perchè si nascondono?

Già…parlo di nascondersi, perchè è così che vengono avvertiti. silent-discoLì, fragili, intoccabili. Perchè a nessuno verrebbe mai in mente di parlargli; si sentono protetti, perchè alle volte vivono così, un po’ alla giornata. Alcune volte li avvertiamo come persone un po’ spocchiose. Li guardi e dici “ma guarda quella, non sente il bisogno di interagire con il mondo”.

Eppure non è così male. Già, sono anche io uno di quei viaggiatori. Passavo tra le persone con le cuffie sulle orecchie. Certo, ti senti un po’ fuori dal mondo, ogni persona ti guarderà in maniera strana, e tu ti sentirai addosso quella fastidiosa sensazione di avere sempre gli occhi addosso. Eppure la musica riesce a dare più ritmo alla vita quotidiana. Premi play e muoviti, i suoni escono leggeri  riempiono le orecchie, inebriano i sensi e lentamente sorridi. Sì amico mio, sei vivo, ancora una volta, ancora per 5 minuti te ne puoi fregare di chi ti guarda. Ehi, te l’ho detto, non è poi così male.

In origine erano i lettori cd, poi siamo passati a lettori mp3 sempre più piccoli. Sai, mia amica musica, negli hai dato negli anni sicurezza, hai rafforzato la presenza, hai permesso di passare inerme alla tagliola di giudizi che ogni giorno ti vengono imposti, solo attraverso gli sguardi. E mentre tu, ragazzo, ti muoverai per strada c’è chi ti guarderà trasognato, chi con sguardo di sfida si vanterà della sua compostezza. D’altronde tu sei quello diverso, nessuno ha le cuffie nelle orecchie in strada, ed essere uguale agli altri per lui è normalità, è tranquillità.cuffia

All’inizio è stato un rapporto difficile. Soprattutto nell’abituarsi a vivere la città in modo diverso. Sentire il sangue pompare più forte nelle vene e alzare il passo mentre alzi gli occhi al cielo e guardi le nuvole: tutto sembra spostarti alla tua stessa velocità, non vai più controcorrente.

Sai, quando metto le cuffie in testa, mi sento come quelle persone che hanno raggiunto la maturità, dopo una giovinezza di seghe mentali. Come quei ventenni che si guardano allo specchio e non si trovano mai perfetti, che fanno continui confronti con coetanei e non, che cercano in qualsiasi modo di migliorarsi, perchè agli altri devi piacere ad ogni costo. Io, con le cuffie in testa, invece mi sento come il trentenne che si guarda allo specchio e, nonostante noti tutti i difetti che comunque ci si porta appresso negli anni, riesce a sorridere della sua unicità. “Unico”, ripeti con me, così si dovrebbe essere, senza temere giudizi, anche se sulla tua strada nessuno ascolta la musica.

Perché alla fine, amico mio, le cuffie sono solo la metafora. Nella vita tutti cercheranno di farti capire quanto sei diverso da loro, troverai più persone pronte a dirti “sei ingrassato” piuttosto che “come stai?”. La tua via però è lì davanti, mettiti le cuffie nelle orecchie e passeggia più veloce. Tutti ti guarderanno, lo sai, ma tu le spiegazioni le devi solo a te stesso. D’altronde chi altro dovrai sopportare tutta la vita, comunque vada?

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