Mendicanti napoletani in tempo di crisi – come si sta trasformando l’arte degli “accattoni”

In tempo di crisi tutto quello che ci circonda si sta trasformando. L’economia si trasforma, aumentano le offerte, diminuiscono i prezzi. Ma per coloro che non hanno un punto di vendita fisso, i cosiddetti venditori ambulanti cosa è cambiato? Come si pongono di fronte a coloro a cui erano soliti chiedere l’elemosina e che ora più che mai sono più restii a concedere uno spicciolo?
Napoli è metafora perfetta di come questa classe di moderni “poveri” si sta trasformando. Una popolazione che nell’opinione generale viene vista come furba e sempre pronta a tirarti qualche “pacco”, a venderti un I-phone, nella cui scatola c’è solo un mattone. Gli ambulanti napoletani devono riuscire anche a superare la naturale diffidenza che la loro categoria tende ad esprimere.
20111204-132334.jpg

La maggior parte dei venditori per strada non sono fissi, a Napoli solo gli extracomunitari hanno una loro bancarella per la strada. I connazionali per sbarcare il lunario girano per le grandi vie del centro (Via Roma, Via Toledo, Via Scarlatti) con le loro grandi borse piene di calze. Non puntano più sull’aspetto trasandato come una volta, vogliono apparire come persone rispettabili, spesso la vendita per strada è un secondo lavoro per arrotondare. Giubbotto, jeans e scarpe sono la loro tenuta da lavoro. La parlantina è molto sciolta, cercando di venderti calze o accendini traendone il massimo profitto con l’idea di “offerta”. Ne prendi due e il secondo lo paghi 1/3 per capirci. Accade spesso che il resto, che durante le contrattazioni è promesso al cliente per la strada si trasforma in una confezione di calzini in più. Difficilmente anche litigandoci te lo concederanno. I nuovi ambulanti non possono perdere soldi concedendo il resto, preferiscono fare leva sulla pietà e sulla loro parlantina sciolta. Può cambiare il prodotto (accendini, portachiavi), ma la sostanza rimane la stessa. Tra i luoghi preferiti per le compravendite permangono anche i mezzi pubblici, preferibilmente le funicolari, poiché ci sono meno poliziotti o controllori.

IMG_0808
Accanto a questi venditori atipici poi ci sono i mendicanti napoletani. Anche loro tendono ad utilizzare i luoghi più affollati, per un maggiore profitto. Capita spesso che utilizzano una posizione strategica per poter avvicinare il malcapitato. E’ capitato anche a me quando, avviandomi alla stazione della metropolitana di Dante vedo questo uomo di mezz’età che scambia due parole con la coppia davanti a me e poi porge loro un bigliettino chiedendo denaro. Senza successo. Incuriosito mi avvicino e lo sento dire “Giovane questa entrata è chiusa devi andare all’altra”. Poi mi porge un bigliettino dalla pila che portava con sé, e mi chiede qualche spicciolo “per un caffè napoletano”.IMG_0807


 Per i nuovi mendicanti un’informazione si paga. E’ il loro servizio per la società e potersi così guadagnare un obolo. Apro il porta spiccioli per dargli una monetina ed ecco che ritorna il venditore: “Sto con quei ragazzi che giocano lì. Non hai altri soldi per una pizza napoletana?”.

Infine ci sono quelli che io chiamo “gli addestratori”. In questo periodo natalizio li vedrete spesso nelle vie strette, soprattutto nella zona di San Gregorio Armeno, famosa in tutto il mondo per i presepi esposti (e venduti) ai turisti. Li riconoscerete perchè hanno un blocchetto di biglietti dell’enalotto e un simpatico pappagallino sul braccio o sulla mano. Se vi avvicinate vi chiederà qualche spicciolo e in cambio farà scegliere all’uccellino col becco uno dei biglietti precompilati del supernalotto. Che vinciate o no, è un’idea molto caratteristica che a loro permette di avere qualche spicciolo in più.
E’ così che si sta trasformando in città la figura del mendicante. Da timoroso richiedente a sempre più sfrontato venditore, pronto a tutto per intrattenerti ed ottenere la sua offerta. La pietà non è più l’arma preferita, il bell’aspetto è una costante di tutti coloro che non vogliono apparire vagabondi o reietti della società. Una particolarità interessante che ho notato è che questi metodi vengono usati principalmente dai napoletani (l’accento tradisce la loro origine)

In tempo di crisi ciò che gli rimane è la sfrontatezza, l’orgoglio di non dover chiedere, ma di poter barattare. Qualsiasi cosa. Dammi uno spicciolo e ti regalerò un sorriso. E’ proprio qui il segreto della semplicità e della felicità dei partenopei, anche nei momenti più difficili.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...