Senato: alla ricerca della maggioranza

“Allearsi, anche controvoglia”. Con questo diktat la politica italiana tenta di superare il momento d’incertezza emerso dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio. Le urne hanno decretato un unico vero vincitore: Beppe Grillo e il suo movimento 5 stelle, il partito più votato in Italia. E’ il simbolo di un’Italia che, stanca della vecchia politica, chiede una riforma radicale.  Le elezioni hanno portato anche a un’effettiva ingovernabilità, con il ImagePartito Democratico che ottiene la maggioranza alla Camera e un Senato diviso tra centrosinistra, centrodestra e grillini senza una maggioranza assoluta.

Per poter governare coalizioni e partiti devono trovare un modo per accordarsi, lasciandosi alle spalle vecchi rancori e ideologie opposte.

A questo punto gli scenari effettivi per evitare il ritorno alle urne sono due.
In primis, un’intesa tra le due coalizioni di centrosinistra e centrodestra. Si avrebbe così la stabilità al Senato grazie agli oltre 200 senatori che questo patto porterebbe sotto la stessa bandiera. I due leader del centrosinistra e del centrodestra, Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi, negano però questa ipotesi, richiamandosi alle eccessive discordanze tra i due programmi politici.

E gli elettori sembrano dar loro ragione. Il Corriere della Sera ha pubblicato un sondaggio sulle possibili alleanze post elettorali. E meno del 20% degli elettori pensa che questa “grande intesa” sia possibile.

Una percentuale ben più alta (27%) prevede invece un secondo scenario: una possibile intesa tra Pd e il movimento 5 stelle. Anche in questo caso gli oltre 50 senatori grillini permetterebbero al Pd di raggiungere la soglia della maggioranza assoluta, vale a dire un numero di senatori superiore a 157.

Sebbene sia un’ipotesi plausibile per il leader del Partito Democratico, rappresenterebbe una sostanziale resa da parte di Grillo che in campagna elettorale ha sempre criticato la “politica degli inciuci”. Anche se lo facesse per la comune governabilità, Grillo potrebbe perdere una buona parte di voti alle prossime elezioni. Conscio di questo, il comico genovese ha dichiarato più volte che “un’apertura al Pd sarebbe plausibile solo se il futuro governo fosse guidato dal movimento 5 stelle”. Una scelta che difficilmente sarà presa in considerazione da Bersani, anche in un momento di emergenza. E se la linea dei partiti rimanesse questa, potrebbe affacciarsi l’ipotesi di un governo tecnico.

Non resta che attendere metà marzo, quando i nuovi politici grillini entreranno in Parlamento e gli equilibri delle alleanze tra i partiti saranno chiariti. Se ciò non avvenisse, come ha dichiarato sarcasticamente Bersani alla trasmissione ‘Che tempo che fa’, “Grillo manderà a casa tutti i politici italiani, compreso se stesso”. E a quel punto saranno le urne a parlare.

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