I nuovi mostri – Recensione film “I soliti idioti”

Marcare questo film come semplice comicità demenziale e chiuderla lì sarebbe fin troppo semplice. Cioè chiariamoci, lo è, ma fa parte di un fenomeno più grande. Specchio di una generazione che sta cambiando il modo di ridere della realtà.

Il film non è comunque mal fatto, le storie sono ben caratterizzate, con molti momenti dimicità molto “rustica e genuina”, in cui i caratteri si inseriscono perfettamente. Il vero problema è che bisogna chiedersi quanto ciò sia merito del film. Perchè sappiamo benissimo che se il film non è passato in sordina è soprattutto per quella patina d’oro che il programma originale dei due comici Francesco Mandelli e Fabio Biggio che si sono creati per le centinaia di condivisioni dei video su facebook, seguiti da un pubblico infinitamente superiore a quello dell’originale programma in onda su Mtv il lunedì sera.

E il faro luminoso degli sketch, così come colonna portante del film è la coppia padre e figlio Ruggero e Gianluca De Ceglie. Lui padre romano anziano ma ancora arzillo, facente parte della Roma bene (dalle mie parti lo chiamerebbero “un cozzalo arricchito”), che si è trasferito a Milano ed è sempre in cerca di svezzare il proprio bambinone-bamboccione Biggio. Un’eterno binomio, due binari che mai si incontreranno e che dalla loro diversità generano situazioni al limite del surreale, ricordando in qualche modo una moderna “La strana coppia”(anche nell’ottima reinterpretazione moderna di Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri).

Il duo comico dei soliti idioti ha capito e ha costruito tutto il film su di loro e in parte sulla moderna satira pro-omosessuale della coppia che vuole rimanere in cinta e si sente continuamente attacca dalla società omofoba. Il loro scudo sarà sempre la frase “Forse lei si comporta così perchè le dà fastidio la parola omosessualeeeeeee” (con il classico clichè della voce squillante effemminata), che il giovane pubblico del programma ha imparato nel tempo ad amare. Molto apprezzabile anche le canzoni scritte dal duo inserite all’interno del film, che richiamano una comicità simile a quella di Checco Zalone, solito ad usare apporti musicali comici nei suoi film, ma con meno volgarità.

"Omosessualeeeeeee"

"Omosessualeeeeeee"

Purtroppo, come in tutte le cose della vita, il troppo stroppia. E se la comicità della coppia padre-figlio fa ridere all’inizio del film e un po stancamente si trascina ai titoli di coda (con divertente ed inaspettata barzelletta nascosta), la scritta “continua” lascia qualche dubbio. Principalmente perchè ricostruire il film su questa macchietta non funzionerà di nuovo e il duo dovrà costruirsi nuovi personaggi da rendere protagonisti, come stanno sperimentando in quel laboratorio televisivo comico che è ‘I soliti idioti’.

Purtroppo invece gli altri sketch del film, e soprattutto la coppia aristocratica, non funzionano e sembrano essere messì lì solo come separè tra gli spezzoni più proficui a livello di popolarità.

Quindi in questo film, aiutati dallo tsunami di fama ottenuta dai social network, le cose vanno tutte a loro posto, anche se si rimane con un senso di incompletezza alla fine. Promosso con riserva, ma si sente ancora una necessità di rinnovamento che, se mancasse in un sequel, indicherebbe un totale fallimento dell’interessante progetto denominato “I soliti idioti”. Alla fine se funzionano, anche con una comicità volgare, la colpa non è loro, ma nostra. Allora facciamoci qualche domanda.

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