Il ritorno degli EX

Il titolo del film è “EX- amici come prima”. Eppure alla fine del film ti chiedi il perchè di tale sottotitolo.

In questa girandola di amori finiti , tanti sentimenti vengono espressi, ma certamente non positivi e quanto meno mai di amicizia.

Come nel precedente film si mantiene la formula ad episodi, che ha fatto la fortuna di tanti film italiani dagli anni 70; storie che non si ricollegano assolutamente a quello del prequel di Fausto Brizzi, “EX”, che ottenne un gran successo nel primo weekend di uscita a febbraio 2009 (3.569.000 euro secondo i dati mymovies). Cosa che forse avrà fatto storcere il naso a coloro che si erano appassionati alle storie di ordinaria follia amorosa del primo film.

Questa volta siamo sempre di fronte a 5 storie che aprono gli occhi di fronte ai temi dell’amore e dell’abbandono, basate sempre sul gioco degli equivoci e dei ripensamenti. Passiamo dalla fin troppe volte vista “fine di rapporto grazie ad un sms”, che porterà il povero Ricky Memphis sul letto del suo psicanalista (con il quale poi si scambierà per curare una paziente afflitta dal suo stesso male di cui -guarda la sorte- si innamorerà) fino alla (fin troppo attuale) scappatella dell’eurodeputato partenopeo Vincenzo Salemme con il premier balcanico Natasha Stefanenko, afflitta invece da un marito nordico amante dell’alcool.

E’ forse quest’ultimo l’episodio che più ci scatena riflessioni, soprattutto perchè si capisce come i Fratelli Vanzina si siano ispirati troppo tragicamente alla situazione politica italiana con diverse “frecciatine”: a partire dai due eurodeputati colleghi di Salemme che vanno a prostitute, fino alla battuta fin troppo amara per chi legge i giornali italiani “Vabbè, un eurodeputato che ha una scappatella con un premier, non fa più notizia in Italia”. Un più che sa tanto di sconfitta.

Nonostante ciò il film riesce perfettamente nel suo scopo principale, quello di far ridere, mostrandoci allo stesso tempo in chiave ironica i problemi che ci affliggono ogni giorno nella nostra sfera sentimentale, riportati all’eccesso di fronte alla telecamera. Come Brignano che viene sequestrato da un turco mentre va a trovare la ragazza che non era mai riuscito a frequentare, con cui si ritrova solo dopo il suo matrimonio con la dolce e stravagante Teresa Mannino.

Mentre scorrevano i titoli di coda, però, mi sono ritrovato di fronte alla stravagante situazione che qualcosa mancasse, dopo che tutti i finali sono andati a concludersi come ci si aspettava. Ritorni all’ovile dei fedifraghi e amanti lasciati che si incontrano e si innamorano, una pappina fin troppe volte già vista.

L’unica persona che ancora è capace di strapparti un sorriso è forse l’istrionico Paolo Ruffini, l’unico che nel film matura un “processo opposto” rispetto agli altri: da single impenitente a futuro sposo con una donna che mai vi aspettereste. Nonostante ciò bisogna spezzare una lancia a favore di Vanzina, che rispetto al precedente film ha saputo “alzare il tiro” degli episodi, con ritratti e contesti più complessi e sorprendenti. Nel complesso quindi un esperimento riuscito solo a metà, ma che non ottiene la lode.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...