Il mare d’autunno, quando ogni cosa è in divenire…

20110923-131856.jpg
Avete mai provato a fare un puzzle? Descrivere un posto o una sensazione è esattamente lo stesso. Come tessere di un puzzle, una dopo l’altra, immagine dopo immagine, il quadro si completa. L’indefinito diventa vero e definito, la realtá ritorna a circondarci.

E cosí mi ritrovo a descrivere il mare in un solitario autunno. C’è qualcosa che colpisce in questo paesaggio a prima vista desolante. Ti colpisce perchè soffermandoti sui particolari noti come sia “nel suo raggio in divenire”. Jovanotti mi perdoni se gli rubo il concetto, cosí perfettamente spiegato in 5 parole.

Ogni cosa che sembra fissa, immobile, come il grigio del cielo sembra suggerire, quasi fosse una vecchia fotografia; improvvisamente si rivela parte di un circolo, si rivela in movimento.
20110923-131921.jpg

Un particolare alla volta, come il mare increspato che sembra non trovare pace, sferzato da questo vento forte. Sentirlo sulla pelle è come uno schiaffo che in maniera aggressiva ti ricorda che l’estate è ormai finita; un’idea di estate a cui ti aggrappi come un oggetto che non vuoi farti portare via dal vento. Da questo maledetto vento.

Guardi all’orizzonte e tutto appare diviso in due colori: il sereno del cielo sopra di te e lo scuro delle nubi che sembra suggerire una sensazione di infinito. Cosa ci sarà al di sotto di quelle nubi? Qualcuno si starà riparando dalla pioggia? Forse sarà fonte di vita per i germogli riarsi.

Mille domande si riaffacciano alla mente mentre avanzi lentamente sulla banchina, deviando il cammino per i sassi che il mare increspato ha adagiato sulla sabbia, chissà da dove, mentre lo stesso vento lentamente ma inesorabile li scava, li trasforma. Tra centinaia di anni avranno altre forme, saranno cambiati anche loro.

Le persone timidamente si mostrano ora che sanno di non essere viste, cercano di succhiare le ultime gocce di estate prima che la pioggia e il maltempo crudeli li portino via per sempre, come la nostra adolescenza felice passata troppo velocemente. Accade sempre cosí quando tutto è perfetto.

Ogni immagine solare è lasciata alle spalle, mentre un senso di malinconia ti pervade nel vedere la stessa sabbia fin troppo statica, fin troppo libera, senza che le orme dell’uomo rimangano su di essa impressa.

La vecchia fotografia lentamente sbiadisce i propri contorni e tutto ritorna allo stato reale mentre mi riavvicino al lettino con un flusso di parole, queste parole, che girano nella testa. E davanti a me vedo passare persone che parlano lingue sconosciute.

Qualcuno diceva che il mare a settembre viene apprezzato solo dagli stranieri per la sua tranquillità e perché, qualunque cosa questo voglia dire, ci si ritrova davanti a quello che veramente rappresenta. Un padre che incute allo stesso tempo forza e timore, che sa quando schiaffeggiarti per insegnarti la lezione, ma sa essere comprensivo al momento giusto .

Ora inizio a capire come questo mare mi appartenga…
20110923-132117.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...