Riflessioni che non mi appartengono

Ora che la tempesta è passata…E’ giusto pubblicarlo. Fa sempre parte di me alla fine:

“Qualcuno mi chiedeva “la ami”?

Fu a quel punto che mi soffermai sulla parola. “amare”. Siamo quotidianamente bombardati da questa parola. Ma ancora nn ha un significato preciso, almeno per me.

Forse è il risultato del fatto che, in anni di film e libri, ognuno ne parlava, ma come tutte le cose evanescenti o non veniva spiegato oppure ognuno ne applicava la propria personale spiegazione.

Per quanto mi riguarda non so se è amore. Ma piú che altro perchè non so esattamente cosa amore è.

Io so solo che ogni volta che la vedo, che le parlo, sto bene e male allo stesso tempo perchè so che non è mia. Perchè so che sono io stesso a lasciarla libera visto che è ció che la rende felice. So che è una persona speciale per questi motivi.

Quella sensazione di fuoco dentro quando nei suoi occhi vedi la tristezza. Perchè sai che non vuole farti soffrire, perció deve far di tutto per tenerti lontano senza spezzarti il cuore. Nonostante non passi momento in cui a chilometri di distanza la voglia d stare vicini è troppo forte. “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore un cazzo!”

Un ruolo scomodo, come quello di un dottore che deve annunciare ad un paziente che la sua vita è vicina al termine. Qualcosa che ti appassisce dentro come un fiore senza luce solare.

“Se ami qualcuno, lascialo libero” si dice spesso. Ed è quello che ho fatto, per quanto male poteva fare.

Non so se questo é declinabile come amore, ma se l’amore è espressione personale di sentimenti forti, allora sí. Questa è la mia forma di amare.

Questo è quello che sono e saró, per sempre. Quindi, grazie”

E cosí si allontanó, ripensando ai suoi occhi dolci sempre truccati e sottolineati nel taglio da quella linea nera. Ricercó nei suoi occhi un minimo di dolore, nell’ultima volta che si erano visti, ma nn sapeva che pensare.

In cuor suo si chiese se avrebbe voluto piú riprovare queste cose, se quello che lei esprimeva valesse il dolore che ai suoi rifiuti si manifestava. Se valesse tutte quelle volte che cercava un effimero pretesto per continuare a far vivere la sua passione. Un appiglio sicuro per un naufrago in mezzo al mare. Un paradiso fragile che gli era crollato improvvisamente sotto i piedi.

E la risposta la seppe solo il vento…

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