Vivere nel tacco d’Italia

I mille volti di Leuca

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Quanto abbia da offrire il Salento ai visitatori è ormai un argomento più che assodato. Terre che negli ultimi tre anni hanno iniziato ad attirare migliaia di visitatori, capitanati da orde di adolescenti che hanno riscoperto nelle zone di Castro, Gallipoli e Otranto una nuova Rimini, un territorio che permette divertimento, frenesia e trasgressione a 360 gradi.

Fino a cinque anni fa era diverso. Questi posti erano frequentati principalmente da autoctoni e stranieri, che venivano a spendere le loro sudate paghe internazionali allo scopo di visitare al meglio le bellezze naturalistiche e gastronomiche che il posto offriva. Scogli a picco e acque cristalline erano ció che attirava i visitatori, molto più degli aperitivi pomeridiano nei lidi cool o alle serate in discoteche ricavate da montagne spianate o grotte: Samsara, Zen, blu bay, Cocoloco erano solo nomi conosciuti dagli adepti locali della nightlife.

Ora che tutto è cambiato, è peró possibile trovare dei posti in cui questi mondi così diversi si mixino in maniera non troppo vistosa, come nella triade delle città prima descritte. E per farlo bisogna scendere, il paradiso dantesco stavolta è geograficamente più in basso dell’inferno, esattamente vicino a Punta Ristola. Il confine estremo di questo stivale, che sorregge questa stupenda Penisola.

E proprio qui che abbiamo le piú grandi bellezze naturalistiche, vicino al porto e al faro di Leuca. L’ultima città che si incontra prima di arrivare al confine. Prima di arrivare a quel mare che cinge una serie di scogliere altissime, plasmate dalla sapiente mano della natura. Sotto di esse tanti piccoli gioielli architettonici: le grotte selvagge fievolmente illuminate dal sole di mezzogiorno. Avendo a disposizione una barca, non c’è niente di meglio che ancorare di fronte a questi grossi archi per ammirare la flora e fauna circostante, oppure parlare all’interno di questi anfratti, avendo come sottofondo le onde che burrascose si infrangono. E così lentamente lo scultore continua la sua opera, modificando lentamente ma inesorabilmente la struttura. Magari per i nostri figli sarà una grotta totalmente differente.

E la magia si ripete ad alba e tramonto, quando la luce nasce e muore su queste pietre millenarie e i clacson cittadini sono solo un lontano ricordo che fu. Seduto sulla mia barca non posso che pensare che non ci sia niente di piú perfetto. Bere un cocktail guardando la luce rifrangersi dal mare lentamente e, come il pittore che scopre il suo dipinto, dar luce ad un capolavoro.

Non bisogna poi dimenticare i tanti stabilimenti balneari presenti in cittá e nei numerosi paesini circostanti. Nonostante le architetture e l’atmosfera nelle strade conservano la rusticità degli anni 90, soprattutto d’inverno, nei vari lidi è possibile tuttavia concedersi i piú moderni e sfrenati divertimenti: moto d’acqua e i vari gommoni trainati dalle barche. I quali, nonostante le forme particolari (se ne possono vedere a forma di banana, a forma triangolare o a materassino per citarne alcuni) non mancano di regalare brividi ed emozioni una volta che ci si è sopra ad alte velocitá.

È poi consigliato noleggiare verso il tramonto una barca dalle tante agenzie di noleggio vicino al porto. Il giro delle grotte al tramonto, come giá avevo anticipato non ammette obiezioni, e quando si è circondati da una tenue aura arancione che rende i confini delle scogliere piú dolci e soffussi è difficile non innamorarsi di questi posti.

E i fortunati autoctoni barcamuniti o i turisti che hanno veleggiato fino a questi lidi possono godersi questo spettacolo di sera, con l’aggiunta di uno spettacolo pirotecnico per coloro che l’hanno scelta come meta di ferragosto. Il 16 agosto centinaia di barche affollavano il porto mentre il cielo oscuro si illuminava con fantasie luminose e pioggia di fuochi d’artificio. Il giusto epilogo di un ferragosto turistico.

Se poi pensate che solo la natura sia ciò che connota il capo di leuca, qui vi sbagliate. L’ondata glamour che ha investito le terre salentine non poteva fermarsi prima del capo, con tutti gli eccessi che connotano la nightlife. Due locali a Leuca tendono a far confluire le masse di ragazzi in cerca del locale alla moda con musica commerciale: il Samarinda e il Lido Azzurro.
Molto simili nella struttura, essendo entrambi lidi che la mattina offrono la balneazione e la sera regalano lo spettacolo del mare illuminato esclusivamente dalle luci della cittá e da quelle di qualche sporadica barca. Il tutto chiaramente unito a tanta musica e alcool che aiutano a creare l’atmosfera giusta per rendere la serata unica. Per chi vuole semplicemente godersi la vista, al Lido Azzurro c’è anche un piccolo molo su cui si vede qualche coppietta che cerca l’intimitá necessaria.

Al di fuori di questo, il lungomare della città presenta tutti gli aspetti che caratterizzano i circostanti paesini. Bancarelle, venditori di dipinti, bar e gelaterie (d’obbligo fermarsi per una dolce tentazione alla gelateria ‘Martinucci’, un nome che oramai è storia nel campo della pasticceria salentina), su cui le famiglie e i ragazzi amano passeggiare.

Leuca sta sempre piú trasformandosi in un luogo di attrazione turistica, con una serie di manifestazioni a misura di turista. Fenomeno necessario in un’ottica di rilancio attattivo della zona. Tra queste anche la locale notte bianca, che viene inaugurata quest’anno. Un fenomeno che sta vedendo un crescente successo nei tanti paesini turistici salentini, che decidono di mantenere i negozi aperti fino a tardi insieme a tante iniziative aggiuntive, allo scopo di renderle appettibili per sempre piú turisti senza vincoli di orario. É offerta, insieme ai divertimenti aperti ai turisti, la possibilità di vedere la cascata artificiale di Leuca, uno spettacolo da godere avendo alle spalle le luci del porto che si palesano lentamente.
Si inaugura cosí la “città senza orari”.

Sempre accompagnati da quel mare, silenzioso, tranquillo, che li guarda costantemente e ancora fa da guardiano ad un territorio che non sembra voler cambiare, nonostante la spinta capitalistica che nulla risparmia sembra essere arrivata. Come un moderno Attila, dove essa passa non cresce erba, la quale viene sostituita da più solido cemento di palazzine e clubs. Ma stavolta pare esserci un eccezione.

Io amo questo posto.

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