Un grande del Jiu Jitsu mondiale davanti ai miei occhi

Amare uno sport significa sapere e volere continuamente migliorare. E’ il sogno di ogni lottatore poter viaggiare per imparare da ogni campione le tecniche esclusive che ne hanno fatto dei vincenti, dei simboli ai nostri occhi. E se Youtube non è abbastanza per apprendere una vera e propria strategia di gara, non sempre si hanno dei soldi in più (oltre ai tanti spesi per gare, attrezzature, iscrizione alle palestre) per comprare i costosi biglietti aerei per Stati Uniti e Brasile dove il Jiu Jitsu brasiliano sta raggiungendo nuove frontiere a noi ancora sconosciute in Italia.

Ma, talvolta, si è fortunati e alcuni maestri riescono a creare contatti verso quelle terre lontane e a portare ad un prezzo modico alcuni di questi grandi maestri internazionali sui tatami locali. Fortunatamente attraverso il mio maestro sono riuscito ad incontrare un volto ben conosciuto ai praticanti di Jiu Jitsu nazionali ed internazionali: Octavio “Ratinho” Couto, che attualmente collabora con diverse palestre in America. Insomma non esattamente dietro l’angolo di casa.

Grazie a Paolo Girone e alla sua associazione sportiva W.C.R.A, sempre attiva nella promozione della arti marziali al di fuori dei limiti regionali, come molte accademie invece attualmente non fanno, siamo riusciti a portarlo a pochi chilometri dalla nostra accademia di Bari, Puglia, più precisamente nella piccola Triggiano. Oltre all’ottimo background nella lotta a terra, che è stato curato sotto la guida di Romero Cavalcanti (sotto il quale si è allenato fino dal 1989 al 1994, anno in cui ottenne anche il riconoscimento come uno dei migliori lottatori di Bjj di quell’anno).

Al di fuori del campo del Brazilian Jiu Jitsu, i più lo conosceranno come preparatore di Fabricio Werdum, uno dei primi e pochi lottatori di MMA che ha sconfitto Fedor Emelianenko, principalmente attraverso la sua preparazione nella submission fighting. Fedor venne infatti finalizzato da un triangolo e anche nel bel mezzo del seminario Ratinho ci ha ricordato l’importanza della lotta a terra ai livelli più alti del circuito UFC: “nel suo ultimo incontro, il suo avversario (Overeem) aveva paura di entrare nella sua guardia, perché sapeva che la lotta sarebbe finita lì”, ci dice con il suo accento portoghese marcato.

Molto forte la presenza anche delle altre accademie pugliesi e non solo, cosa non da denigrare in un caldissimo pomeriggio di inizio luglio in cui molti al caldo del kimono preferiscono un più confortevole costume da bagno.

E così Ratinho porta davanti ad una quarantina di lottatori kimono-muniti la sua esperienza da insegnante, contesto in cui si ritrova meglio dopo aver abbandonato il circuito agonistico ed aver formato più di 20 cinture nere, per due ore in cui ci insegna ogni variante della guardia De la Riva. Facile da imparare, ma difficile da controllare al meglio in lotta, soprattutto contro lottatori veloci.
La semplicità con cui il maestro è riuscita a perfezionarla e a controllarla ( e ancora di più ad insegnarcela) mi ha stupito, facendomi comprendere il motivo per il quale rimane uno dei più valenti insegnanti in America e nel mondo.

Finito il seminario la voglia di imparare ancora i piccoli meccanismi tecnici, che contraddistinguono un praticante da un campione, era sempre di più. Dopo i tipici passaggi di cintura di rito e le foto, amareggiato devo lasciare andare via mestre Octavio Couto per prendere il treno che lo porterà in una nuova città per un nuovo seminario.

E dentro sempre più forte crebbe la voglia di andare a trovarlo per avere più tempo e perfezionare così meglio la tecnica. Quasi istantaneamente un altro pensiero raggiunse la mia mente, stavolta di carattere più pratico: “meglio iniziare a risparmiare i soldi!”

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