Un piccolo paese, terre salentine, grandi emozioni \ A small town, Salento’s land, big emotions

21 anni ormai sono passati, ma può ancora lo stesso posto regalarti emozioni da turista alla sua prima visita?

Il posto in questione è un piccolo paese nel sud Italia, verso il tacco denominato Salento: Torrevado. Un paesino in provincia di Salve che affaccia le sue coste per metà sabbiose e per metà scogliose su un limpido Ionio, ancora in parte agitato in questa prima metà di Giugno semi soleggiata. L’estate, come una timida bambina,  si affaccia solo a sprazzi, ma questo non evita ai primi turisti di godersi lo spettacolare paesaggio che questa regione può offrire.

Sono ormai 21 anni che porto questo posto nel cuore, da quando mio padre ogni estate mi portava nella villetta di nostra proprietà fatta costruire apposta. Da sempre mi chiedevo cosa avesse portato alla scelta di questo posto, tra le centinaia di paesini che affollano l’entroterra della zona vicino Santa Maria di Leuca. La risposta l’ho ritrovata nei miei ricordi, quando da piccolo affacciandomi dal finestrino, vedevo una vista del paesino dalla cime di una tortuosa discesa che segna l’ingresso a questo paradiso. La cittadina, con i suoi piccoli abitanti che si muovevano in lontananza; il porto dalla forma regolare, da cui ogni tanto qualche piccola barca si muoveva; e poi quella cristallina distesa d’acqua che sembrava fare da cornice a tutto questo posto, che sembrava separarlo dalla realtà di un mondo trafficato, sporco e inquinato.

E così ancora una volta insieme a mio padre e a mio fratello ho ritrovato quel paesaggio davanti agli occhi. Il motivo era un weekend di puro relax, ancora troppi impegni per stabilirsi definitavamente. Il tempo non sembrava accompagnarci molto, nonostante tutto. Una tramontana impetuosa spingeva verso terra grossi cumuli di nebbia, che nascondevano il sole per brevi intervalli di tempo, quasi come se il tempo stesso volesse ricordarci che Giugno non significava totale libertà e spensieratezza.

Ma ancora rimanevano quei paesaggi, quindi decisi di muovermi dal mio lettino in una delle spiaggette più famose del paese, Lido Venere, a cui il mare aveva tolto impietosamente un’ampia porzione di bagnasciuga,e di passeggiare per riscoprire ancora una volta una connessione con questa natura che non voleva concederci il sereno. E così muovendomi scoprivo una varietà che non ricordavo neanche esserci: spiagge sabbiose, seguite poi da grossi scogli affioranti dal terreno o da stabilimenti ultra organizzati con torette da bagnino e qualche timido bagnante che tentava di abbronzarsi nonostante le avversità. Ogni tanto incontravi qualche runners con i loro pantaloncini corti e l’aria dei grandi sportivi. Ogni tanto la costante omogeneità dei tratti sabbiosi era interrotta da qualcosa che il precedente scirocco aveva depositato: grossi tronchi bagnati, pietre, bottiglie e altre piccole cose che rendevano quel paesaggio perfetto più ‘umano’, più imperfetto. Forse è questa la vera faccia della natura selvaggia.

Nonostante ciò, Torrevado offre al tramonto il massimo dello spettacolo, quando camminando sul lungomare ti giri verso quel sole che scende a picco sul mare riscaldandoti dentro e diffondendo nell’area quei colori arancioni, simbolo di sicurezza e serenità. E’ lì che ti senti veramente a casa. Tutto attorno solo costruzioni di pietra e scogli, l’acciaio simbolo di modernità sembra essere stato bandito da questa cartolina dai contorni rustici.

Questa serenità era perfetta per dimenticare qualche umore contrario che come quelle nuvole, portava un piccolo velo di grigio sulla mia vita. Continuando la camminata all’orizzonte appare maestosa la torre di pietra che dà il nome al paese e sulla destra si profila il piccolo porticciolo ancora semi disabitato, se non da qualche pescatore al ritorno da una lunga giornata di pesca, portando nei secchi quello che sarà la loro cena, tanto a fatica conquistata. Più in là un gruppo di anziani sono seduti ad un tavolo rotondo discutendo della giornata. I loro sguardi felici mi ricordano che non serve altro oltre ad un bel tramonto e alla giusta compagnia per essere felici. Ancora di più se ti trovi in un posto dove gli anni non sembrano passare e le rustiche costruzioni si fondono alla perfezione sul paesaggio circostante.

Ancora qualche passo e un manifesto con la prima pagina di un giornale mi riporta alla realtà. Recita: “Benzinaio ucciso per 40 euro”. Nella mente un vortice di pensieri in lotta per fuoriuscire e alla fine un’insopportabile constatazione che nonostante ci siano dei posti stupendo come questo, la cattiveria umana ritorna in qualche modo nella tua vita.

Ma oramai era troppo tardi. Il sole all’orizzonte era oer 3/4 scivolato oltre la ,linea del mare erano le 8 ed ero in pace con me stesso e con il luogo. I demoni mentali erano spariti e tutto intorno una leggera brezza mi ricordava che era tempo di tornare a casa e che il weekend di pausa era finito. A presto, paese da cartolina.

20110614-173435.jpg

————————————————————————————————————————————————————————————————–

21 years have come and gone, but can the same place still excite as a tourist on his first visit?

The place cited is a small town in southern Italy, toward the Salento (the Italy’s heel): Torrevado. A village in the province of Salve, overlooking its shores half sandy and half rocky on a blue Ionian sea, still troubled by this semi sunny first half of June. The summer, like a shy little girl, shows herself partially, but this does not prevent the first tourists to enjoy the spectacular scenery this region has to offer.

I am now 22-years-old, and still I carry this place in my heart, since my father took me every summer in our own house built for holiday purpose. I always wondered what had led to the choice of this place, among the hundreds of villages that crowd the inland area near Santa Maria di Leuca. I found the answer found in my memories, when as a child looking out of our car’s window, I saw a view of the village away from the top of a winding descent that still marks the entrance to this paradise. The town, with its small population that was moving far away, the docks with its regular shape, from which occasionally a small boat moved, and then the crystalline expanse of water that seemed to surround everything in this place, like a frame which had the purpose to separate it from the reality of a busy, dirty and polluted world.

And so once again my father, my brother moved here and I discovered that landscape before my eyes. The reason was a weekend of relax, because we were still too busy to settle definitively. The weather did not seem to care very much of us at a first glance. A north wind rushing toward the ground pushed large heaps of clouds, which obscured the sun for short periods of time, almost as if time itself would remember us that June did not mean total freedom and carefree.

But still remained the landscapes, so I decided to move from my bed in one of the most famous beach of the town, Lido Venere, where the sea had taken away a large part of shoreline mercilessly, and walk once again to rediscover a connection with nature that would grant me the serenity. And so, as I walked, I discovered a variety that didn’t think would even exist: sandy beaches, which were followed by large rocks protruding from the ground or from plants and then ultra organized bathing establishment with their lifeguard turret and some timid bathers who tried to tan despite of adversity. Sometimes I met some few runners with their black shorts and their great sportsmen appearance. Sometimes the constant homogeneous sandy stretches were interrupted by something that was brought by the previous Scirocco wind: wet trunks, stones, bottles and other small things that transformed the landscape into something less perfect, more ‘human’. Perhaps this is the true face of the wilderness.

Nevertheless, Torrevado offers at the sunset the best if the show, when walking along the seafront you turn your eyes towards that sun, going down over the sea, warming up you fromt the inside and spreading in the air that orange aura, a symbol of security and serenity. That’s where you feel truly at home. All around just rocks and buildings made of that same matherial: the steel, symbol of modernity, seems to have been banished from this postcard-edged rustic town.

This serenity was perfect for forgetting my bad humors as those clouds, which carried a small layer of gray on our life.
Continuing the walk to the horizon is the majestic stone tower that gives the village its name and, on the right, looms the little port still half-deserted, except for some fishermen returning from a long day of fishing, bringing in buckets that fish wich will be their hard-won dinner. Further on, a group of older people are seated at a round table, discussion of the day facts. Their glances remind me that happiness does not need anything else, besides a beautiful sunset and the right company, to exist. Even more so if you’re in a place where the years seem to pass and the rustic buildings blend perfectly on the surrounding landscape.

A few more steps and a poster with the first page of a newspaper brings me back to reality. It reads: “Gas Station killed 40 €. In the mind a whirl of thoughts struggling to escape and finally finding that even though there are wonderful places like this, human wickedness comes back in some way in your life.

But it was too late. The sun on the horizon was 3/4 slid over the line of the sea, it was the 8 pm and I was at peace with myself and with the place. The mental demons were gone and all around a breeze reminded me that it was time to go home and that the weekend break was over. See you soon postcard village.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...