Why Stockholm is not the new Ibiza

Friday Morning. The rush to prepair all the baggage, trying to focus the mind on everything that can’t be forgotten at home. Destination Stockholm, a trip news that was in the air from at least one month.

Still I can’t remember why we choose that destination, probably was just an important city name all of us hadn’t seen, maybe was the legendary beauty of their women, quality broadcasted by the television and by the model agencies.

We wanted also to put a light on that myth. This can be for sure called a scientific expedition. So, full of expectations we reached the Brindisi’s airport to start the trip. I think it’s important to show the friends the reality.

First of all: it’s not a legend. At least an half of the population would become a model in our country. Good balance of quality: tall, good shapes, active (it’s not the active you are thinking; I meant they walk a lot and go everywhere on bike, and the results are clear).

So, why Stockholm is not filled with an horde of nasty italian me, trasforming the city in an italian colony, such as Ibiza or Sharm el Sheik, where the utility of the foreign languages is the same you would have in Rome: pratically nothing. And trust me, that’s experience.

The real problems in my opinion are two: the life prices and the minimum age for the nightlife.
The life is really expensive: prices multiplied to the triple of a normal holiday place and this has also its effect on the alcohool prices. Adding the fact that, as in London, I wasn’t able to taste a decent vodka lemon but I had to pay it 106 kr. (15 euro), it’s possible to understand our surprise.

You can’t turn on without drinking. You need a big assets to drink. These two things don’t go well togheter for a 22-years-old. The zenith has been the last night, when ordering three Americano, resulted in a tray with three cup of coffee american style.

The analysis continue with the nightlife. We didn’t do any research before booking the trip but maybe we should have. Most of the clubs close at 3 am and the age usually allowed for the customer is 23-24, also with the restriction made by the listings. The first night was passed wondering around just to be rejected at the end of the cue.

I met another Italian of my same age at Stureplan, the most chic part of the city. He said: “It’s a mess to enter, it’s not our age situation”. He summarized perfectly my view.

About the cultural view – you won’t think I would even talk about that, right?- there is still something bad.
Stockholm in itself is not so big, on the first morning we walked from Odenplatz to the old city (Gamla Stan) and past the “vintage quarterhood” (medborgarplatsen). This last one, who recalled me in some way the London famous Brick Lane, worth a visit. Not only for its vintage shops -like the one with a retro-old-western style- but also for its particular characters wandering around with their piercing and pink or purpled dyed hair.

The only historical building is the royal residence with that view on the blue water surrounding the city, giving the visitors a good company during their walks on the harbours. The royal residence seems like a small fable realm, so far from the reality. With the guards doing the same path everyday, like a clock mechanism not losing a second from centuries.

In the end what I can say it’s that our mistakes was not taking information before departing: the first step of an organized traveller would do, but when we have been organized?
This analysis of the city would be important for a second holiday in which we will have a better perspection on what to do and enter better on the Swedish nightlife context.

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Venerdì mattina. La corsa per preparare tutto il bagaglio, cercando di focalizzare la mente su tutto ciò che non può essere dimenticato a casa. Destinazione Stoccolma, un viaggio che era già nell’aria da almeno un mese.

Ancora non riesco a ricordare perché abbiamo scelto quella destinazione. Probabilmente era solo un nome una che tutti noi non avevamo già visto, forse è stata la leggendaria bellezza delle loro donne, qualità trasmessa dalle emittenti televisive e dalle agenzie di modelle nelle nostre menti.

Abbiamo voluto mettere luce su questo mito. Perciò questa può essere sicuramente definito un spedizione scientifica. Così, pieno di aspettative abbiamo raggiunto l’aeroporto di Brindisi per iniziare il viaggio. Penso sia importante mostrare agli amici la verità!

Prima di tutto: non è una leggenda. Almeno una metà della popolazione avrebbe avuto ottime chance nel campo televisivo o nelle sfilate del nostro paese. Buon equilibrio di qualità: alte, equilibrio nelle forme, attive (non è il significato che state pensando, volevo dire che la popolazione cammina molto e tende spesso a muoversi ovunque in bicicletta. I risultati sono chiari).

Quindi, perché Stoccolma non è piena di orde di italiani brutto me, trasformando la città in una colonia italiana, come Ibiza o Sharm el Sheik, dove l’utilità delle lingue straniere è la stessa che avrebbe a Roma? A Roma l’utilità delle lingue straniere è nulla. E mi creda, questa è esperienza.

I veri problemi a mio avviso sono due: il prezzo della vita e l’età minima per godersi la vita notturna.
La vita è molto costosa: i prezzi sono aumentati al triplo il di un luogo di vacanza normale e anche questo ha il suo effetto sui prezzi degli alcoolici. Aggiungendo il fatto che, come a Londra, non ho potuto gustare una vodka al limone decente, ma ho dovuto pagarla 106 kr. (15 euro), è possibile capire la miasorpresa.

Difficile comunicare in un paese straniero senza bere. Avete bisogno di un grande patrimonio da bere. Questi due concetti non si sposano alla grande per un ventiduenne. L’apice è stato la seconda notte, quando ordinai tre Americani, risultando in un vassoio con tre tazze di caffè in stile americano.

L’analisi continua con la vita notturna. Non abbiamo fatto alcuna ricerca prima di prenotare il viaggio, ma forse avremmo dovuto. La maggior parte dei club è solita chiudere alle 3 del mattino e l’età in genere richiesta per i clienti è 23-24, anche con le restrizioni da parte delle liste. La prima notte è passata girando per locali solo per essere respinti alla fine dell’attesa in fila.

Ho incontrato un altro italiano della mia stessa età a Stureplan, la parte più chic della città. Mi ha detto: “E ‘un casino per entrare, non è una situazione per la nostra età”. Ha riassunto perfettamente il mio pensiero.

Riguardo invece l’ambito culturale – non pensavate avrei nominato anche questo, vero? – C’è ancora qualcosa che non convince in questa città.
Stoccolma in sé per sè non è così grande. La prima mattina abbiamo camminato da Odenplatz fino alla città vecchia (Gamla Stan) e oltre il “quartiere alternativo” (Medborgarplatsen). Quest’ultimo, che mi ha ricordato in qualche modo la famosa Brick Lane a Londra , merita una visita. Non solo per i suoi negozi vintage-come quello con uno stile retro-vecchio-occidentale, ma anche per i suoi personaggi particolari girovagando con i loro piercing e i capelli tinti di rosa o viola.

L’unico edificio storico che merita una visita è la residenza reale, con quella vista sulle acque blu svedesi che circondano la città, offrendo ai visitatori una buona compagnia nelle loro passeggiate sui porti. La residenza reale sembra un piccolo regno delle favole, così lontano dalla realtà. Con le guardie che percorrono ogni giorno lo stesso percorso, come il meccanismo di un orologio a molla perfetto che non perde un secondo da secoli.

Alla fine quello che posso dire è che abbiamo fatto un errore fondamentale, non raccogliendo informazioni sul luogo prima della partenza. E’ la prima cosa che un viaggiatore organizzato avrebbe fatto, ma quando mai noi siamo stati organizzati dopotutto?
Questa analisi della città, è stata scritta anche in previsione di una seconda vacanza, in cui avremo, speriamo, una migliore prospettiva riguardo come visitare la città ed entrare meglio nel contesto della vita notturna svedese.

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